Ain’t over.

The Doors

Strange Days disegna nell’aria tutta l’unicità di Ray Manzarek. In lui si nasconde il segreto dei Doors e delle loro architetture musicali, acrobazie sonore che nessuno si è mai sognato di emulare, un’esperienza musicale quasi esotica. Cosa sarebbero stati oggi nessuno lo potrà mai sapere. Certo è che, riascoltando proprio stamattina una delle tante loro raccolte in circolazione, i Doors fanno un effetto straniante. Non so se mi viene più in mente Venice Beach e la California al finire degli anni Sessanta o la santa messa di Jim Morrison arrestato sul palco. La violenza del sistema che censura, controlla e reprime. La solita vecchia storia, sempre attualissima. Allora, non è forse qui che sta qui la modernità di Ray Manzarek e i Doors? Sfuggono alla catalogazione-omologazione della musica di ieri e di oggi.  Un pensiero privo di etichette è un pensiero sempre verde, florido e rivoluzionario. Vivi in eterno e riposa in pace Ray, nessuna ‘fine’ coglierà la tua opera.

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2 pensieri su “Ain’t over.

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