Preferisco la gente insana di mente.

Pop-Tools-coverI Bluvertigo erano una band di livello superiore, l’energia dei loro giorni migliori sembrava raccontarci che sarebbero durati a lungo e che in ogni disco avrebbero nascosto il coniglio molto bene, sorprendendoci sempre. Liberi, eclettici, capaci di attirare facilmente l’attenzione con testi non convenzionali e un’immagine glamour che si rifaceva alla scena inglese degli ’80, decennio che li ispirava senza confinarli. I Bluvertigo vivevano nel presente, celebravano le loro influenze con un sound di inizio millennio che pochi sapevano maneggiare e manipolare con altrettanta bravura. Sul palco, quattro personalità definite ma un solo leader riconosciuto: Morgan. Lo stesso che oggi appare sbiadito sulle pagine dei rotocalchi nazionali in compagnia di gente TV, Valeria Marini e simili, o della sua ex moglie, Asia Argento, donna alla quale sono personalmente allergico. Mi manca il suo basso, suonato in maniera viscerale e creativa, mescolando tutto quello che gli è entrato in testa  fin dalla giovane età. Mi manca quello sguardo alle cose illuminato ed ironico, spesso irriverente, che evitava il linguaggio simil-politichese con il quale tante band italiane sopravvivono tra le braccia della sinistra italiana apparentemente-impegnata. Continua a leggere

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Alcune belle storie di ieri.

CD De Andrè Vol 8Vol. III | Fabrizio De Andrè (Ricordi, 1975) Le otto di mattina. La strada verso il lavoro è sempre la stessa. Anche il disco che ascolto è sempre lo stesso, da tre mesi. La differenza è nelle sensazioni, che ogni giorno crescono mentre faccio mio l’assoluta poesia che Volume VIII esprime. Otto canzoni, otto episodi che De Andrè scrive con la preziosa collaborazione di Francesco De Gregori durante la fine del 1975. Canzoni ispirate che galleggiano su testi straordinari, godibili e ben musicati. Volume VIII è lontano dai nostri tempi, così avari di riflessione e talento, incapaci di lasciar traccia, facili al sensazionale e all’inutile fiera del vacuo. Da questa miseria e vanità i poeti si tengono alla larga, immuni artefici di musica per la testa e per il cuore, rifugio sicuro di chi cerca conforto e genio. Non vedo l’ora che sia domattina per riascoltare Giugno ’73, Le Storie di Ieri e Canzone per l’Estate.

La Muerte!

Rent |La Muerte (Safe Records, 2011) Matteo Ferrarese, in arte Rent, è una persona creativa. Un artigiano electro-pop innamorato della musica e della pittura, nipote maggiorenne di Simon Le Bon e figlioccio di Marc Almond. La Muerte è il disco che lo libera dopo quattro anni di oblio e ce lo consegna in ottima forma, supportato da un’opera che veste la sua personalità, eclettica ed esuberante, travolgente quando abbandona il dark mood della title track e colpisce duro con Qualcosa di Meglio, capolavoro pop digitale ispirato ai Softcell di Non-Stop Erotic Cabaret. Riuscite anche la splendida  Silenzio e Voglio Tutto. Le impressioni positive proseguono con la suggestiva Dirsi Addio e la minimale Cambio Pelle, a testimonianza di un’evoluzione artistica davvero convincente, confermata dall’ottimo singolo L’Attore. Bravo Rent, un disco diverso e imprevedibile. Qualità non indifferenti nello stanco e autoreferenziale panorama italiano.