Scandinavian excellences.

hellacopters rock and roll is deadRock & Roll is Dead | The Hellacopters (Universal International, 2005) È risaputo, la rotta ci spinge verso Nord. È da lì che nascono band come gli Hellacopters e dischi come Rock & Roll is Dead, capace di suonare fresco e ispirato come dieci anni fa. Perfettamente bilanciato tra pop, blues e rock, Rock & Roll is Dead è un’opera in grado di ambire serenamente allo status di classico. Ogni brano possiede un arrangiamento dannatamente convincente, nasce ispirato da Stones e MC5, ma cresce senza nessun riverenza, facendo ponte tra le due coste dell’Atlantico, tra garage, glam e rock di fine ’60. Va oltre le etichette, le inutili definizioni e le tante parole che spesso si sprecano per descrivere un disco. Rock & Roll is Dead vola alto per scrittura, produzione ed esecuzione, ma soprattutto per la passione, quasi southern, che trasmette e comunica quasi con leggerezza, tanto è gradito lo scorrere veloce dei suoi tredici brani. E se gli Hellacopters nascono in Svezia, allora la geografia della musica non ha davvero più senso. Top songs: Everything’s on TV, I’m With The Band, No Angel to Lay Me Away.

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GEMS: Face to Face.

the_kinks_-_1966_face_to_faceFace to Face | The Kinks (Pye Records, 1966) Spesso ci dimentichiamo di quante grandi canzoni hanno scritto i Kinks. Un’ottima occasione per rendersene conto potrebbe essere sarebbe quella di acquistare/procurarsi Face to Face e prendersi un paio d’ore per ascoltare quello che Ray Davies scriveva nel 1966. In questo album c’è una presenza quasi ingombrante di idee – entità oggi sconosciute – di brillanti sequenze di accordi e di testi, amari e sarcastici, che gettano uno sguardo piuttosto acuto sull’Inghilterra del tempo. Se, nel cuore dei Sixties, poche band potevano sostenere il confronto con i Beatles senza andare giù alla prima ripresa, bene, sappiate che i Kinks terminavano il match sempre in piedi.  I’ll Remember anticipa addirittura alcune svolte stilistiche del quartetto di Liverpool e Holiday In Waikiki entra senza bussare un attimo in casa degli Stones. D’altronde, è dalla loro penna che è uscita solo due anni prima la fondamentale You Really Got Me. Se riuscite a non preoccuparvi troppo del sound, abbastanza scarno ed essenziale, rischiate di trovarvi dei nuovi compagni di viaggio e mettere le basi per una lunga amicizia. La ristampa digitale di Face to Face contiene anche due perle come Dead End Street e I’m Not Like Everybody Else. Top song: A House in the Country.

keef & the stones. la discarica.

sopravissuto al 2010, non posso far altro che affrontare il 2011 e godere leggendo la bio di keef, alias keith richards, chitarrista e fondatore della più oltraggiosa band del pianeta: the rolling stones. giunto alla pagina 26 di “Life” mi sono arreso. come e quanto questi individui hanno marchiato a fuoco gli anni della loro giovinezza? storie assurde, sempre al limite dell’impossibile. una spericolata passeggiata lungo le strade di marciapiedi che scottano, bruciano, pulsano e si ribaltano.

nelle foto keith ha diciannove, venitre, ventisei,  trentadue, quarant’ anni e poi cinquanta e sessanta. non cambia mai. lo sguardo e l’espressione sono di quelle che non ti raccontano del passare del tempo, perchè, in fondo, sul tempo non c’è mai stato il tempo di riflettere. la vita è stata come uno slalom fuori controllo, selvaggio e irriverente, una discesa e una salita sempre oltre il limite. altro che maschere d’ossigeno e decompressione!

questa biografia mi fa pensare ai motley crue come al timido sacchetto della raccolta differenziata, keef e gli stones erano e sono un’altra cosa. una lurida discarica alla quale è impossibile resistere.  frugando nell’immondizia troverete charme, passione, violenza, amore e tanta verità.