Una vita fa.

IMKillers | Iron Maiden (Emi, 1981) Quando ascolto questo disco sento l’anima di anni che mi hanno solo sfiorato, lasciando sulla strada un forte sapore, capace di accendere la mia fantasia e immaginare un mondo che non mi apparteneva, per ragioni anagrafiche sopratutto. Non so cosa c’è dentro questo disco che mi fa esultare. Probabilmente tanta buona musica e un’energia primordiale che pulsa come sangue vivo in ogni traccia. Sarà che, dopo trentanni, la voce rude e autenticamente rock di Paul Di Anno è ancora in grado di emozionare e farti venir voglia di rovesciare la scrivania e mandare tutti affanculo. Musica veloce, urgente che brucia in ogni passaggio grazie a un fuoco di chitarre taglienti e al perfetto interplay tra il basso di Steve Harris e la batteria di un formidabile Clive Burr. Fotografia di un momento irripetibile, Killers è la colonna sonora dell’Inghilterra che dalle ceneri del punk rinasce tra le braccia della New Wave of British Heavy Metal. Ascoltatelo bene, c’è più rock and roll qui, senza trucco e senza inganno, che nella maggior parte dei dischi di tutto il decennio seguente.

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Perché un disco di Paul McCartney.

MaccaChaos and Creation in the Backyard | Paul McCartney (Parlophone/EMI, 2005) Perché scrive e interpreta la musica popolare, l’ha inventata e continua a frequentarla con invidiabile verve. Chaos and Creation in the Backyard suona più fresco e immediato di qualsiasi disco di Robbie Williams, offre linee melodiche intriganti e arrangiamenti musicali che aggiornano il manuale del musicista pop. Infine, questa diavolo di voce. Un dono in eredità dal secolo scorso, ancora così attuale e riconoscibile da rendere inutile la maggior parte dei cantanti rock di oggi. Nigel Godrich, già produttore di Radiohead e Pavement, ci mette del suo. Vi segnalo Jenny Wren, Promise To You Girl e la bellissima Anyway. Un disco che impreziosirà la vostra discoteca, non esitate a procurarvelo.