GEMS: Face to Face.

the_kinks_-_1966_face_to_faceFace to Face | The Kinks (Pye Records, 1966) Spesso ci dimentichiamo di quante grandi canzoni hanno scritto i Kinks. Un’ottima occasione per rendersene conto potrebbe essere sarebbe quella di acquistare/procurarsi Face to Face e prendersi un paio d’ore per ascoltare quello che Ray Davies scriveva nel 1966. In questo album c’è una presenza quasi ingombrante di idee – entità oggi sconosciute – di brillanti sequenze di accordi e di testi, amari e sarcastici, che gettano uno sguardo piuttosto acuto sull’Inghilterra del tempo. Se, nel cuore dei Sixties, poche band potevano sostenere il confronto con i Beatles senza andare giù alla prima ripresa, bene, sappiate che i Kinks terminavano il match sempre in piedi.  I’ll Remember anticipa addirittura alcune svolte stilistiche del quartetto di Liverpool e Holiday In Waikiki entra senza bussare un attimo in casa degli Stones. D’altronde, è dalla loro penna che è uscita solo due anni prima la fondamentale You Really Got Me. Se riuscite a non preoccuparvi troppo del sound, abbastanza scarno ed essenziale, rischiate di trovarvi dei nuovi compagni di viaggio e mettere le basi per una lunga amicizia. La ristampa digitale di Face to Face contiene anche due perle come Dead End Street e I’m Not Like Everybody Else. Top song: A House in the Country.

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Ci siamo!

Zabrisky |Fortune Is Always Hiding” (2011) Dopo tre precedenti lavori degni di nota, siamo tutti lieti di ascoltare quello che è senza dubbio il più completo e maturo disco degli Zabrisky. Fortune Is Always Hiding ha una forte personalità, contiene un’anima sixties ma non si concede a nessuna nostalgia, quasi a rivendicare un percorso indipendente, dove il dettaglio arreda con charme spazi sonori di matrice britannica. La band convince nella ricerca melodica, a tratti malinconica e poetica, delicata vertigine di piacevoli cantati, facili all’ascolto quanto raffinati in sede compositiva. Con Fortune Is Always Hiding i Zabrisky viaggiano finalmente in prima classe anche grazie alla produzione del bravo Giovanni Ferrario, capace di impreziosire una suadente raccolta di canzoni d’autore che ignorare sarebbe a dir poco delittuoso. I Can’t Leave, Getting Better So Far e la breve ma splendida Careless Lovers – benvenuto Mr. Reed! – sono gemme alle quali vi consiglio di non rinunciare.  Hats off folks!