Don’t forget to put your helmet on.

Brian Eno ApolloLa notte, spesso mentre cerco di riprendere sonno, ascolto Apollo: Atmospheres and Soundtracks. L’autore è Brian Eno, illustre conosciuto, pioniere della musica ambient, produttore, musicista, scrittore e componente dei primi Roxy Music. Questo disco è spaziale, nel vero senso della parola. Composto per commentare un documentario sulla missione Apollo della Nasa, Apollo: Atmospheres and Soundtracks è un isolante fenomenale. Contiene la miglior musica per allontanare tutto e tutti, gettare lo sguardo oltre l’atmosfera, rilassarsi, tornare tra le mura di casa e ricominciare a fare del proprio meglio. Buon viaggio.

Just for one day?

David Bowie “Heroes” (1977) Uscito pochi mesi dopo il sorprendente Low, opera prima della nota “trilogia berlinese”, Heroes rimane uno dei dischi più ispirati di Bowie, una perfetta sintesi di attualità e romanticismo che deve moltissimo alle manipolazioni sonore di Brian Eno e alla ritrovata vena creativa del suo autore. Un affresco musicale elegante e a tratti oscuro,  talmente ispirato e ricco di tensione melodica da poter esser considerato uno dei capolavori della musica pop, elegante e a tratti avanguardistico. Se Beauty & the Beast e Joe the Lion anticipano la wave del decennio successivo, è l’irresistibile incedere di Heroes e il pathos metropolitano di Blackout che ci regalano un’opera senza tempo, ruvida e passionale. Chiudono il disco 4 suggestive tracce strumentali, sempre ‘condite’ da Brian Eno, e l’insolita The Secret Life of Arabia. Per chi abita il pianeta, una musica necessaria. 10/10