Il reverendo distorto.

Born Villain | Marilyn Manson (Downtown Records, 2012)  A due anni dalla sua uscita, nMMon ho ancora ascoltato tutto Born Villain. L’impressione però è buona. Solita zuppa di distorsioni, voci piene di effetti ed elettronica sparsa ovunque, il condimento preferito di MM. Violento è violento, pure tagliente e ben calibrato. Erano anni che non era così lucido, forse non lo è neppure oggi, anche con Twiggy nuovamente al suo fianco. Nessun suo disco, non fa eccezione questo, è un capolavoro. Ma in fondo, chissenefrega. MM mi piace anche così, stonato naturale e incompiuto sulla lunga distanza di un album. Il sound è come al solito stellare, dopato al fosforo. Insomma, se lo avete amato in passato e lo avevate allontanato dopo due consecutivi passi falsi, Born Villain vi potrebbe riportare a stretto contatto. Vicini vicini, quasi felici.

Shot full of rock!

Def Leppard 1981_High-N-DryHigh’n’Dry | Def Leppard (Mercury, 1981)  High ‘n’ Dry è un disco da avere. Ha il fascino e l’energia della NWOBHM anche se viaggia spedito verso gli States. Fa parte di quel rock anni ‘80 di indubbia qualità, quello registrato fino al 1984 per intenderci. Rick Allen ha inciso le sue parti di batteria a soli 18 anni. Incredibile. La voce di Joe Elliot per una volta mi impressiona davvero. La sequenza iniziale travolge e si conclude con Switch 625, eccellente brano strumentale, drammatico e coinvolgente. Certo, il multiplatinato Hysteria resta un ottimo album, un capolavoro assoluto per molti, ma contiene troppa plastica e un braccio in meno, purtroppo. Top song: Another Hit and Run.

Picture this!

Huey_Lewis_y_The_News-Sports-Frontal

album-Huey-Lewis-the-News-Picture-ThisCome suonano piacevoli Huey Lewis and the News! Puro rock made in usa, senza fronzoli e pretese intellettualoidi. Scrivono ed eseguono ottime canzoni, sempre con il giusto tiro e con melodie azzeccate supportate da una voce straordinaria. Senza addentrarsi nell’era più stucchevole e mainstream della band, consiglio vivamente l’ascolto dell’osannato Sports (1984) – nel quale la band non sbaglia un colpo e spedisce ben quattro singoli nella Top Ten – e di Picture This (1982). Questo è il disco del quale si è innamorato mio figlio, undici mesi. Apprezza il boogie di Workin’ For a Livin’, l’anima reggae di Tell Me a Little Lie e l’ultra melodica Hope You Love Me Like You Say You Do. Pezzi che vanno a braccetto con menti leggere e sgombre da pensieri, come la sua.

Preferisco la gente insana di mente.

Pop-Tools-coverI Bluvertigo erano una band di livello superiore, l’energia dei loro giorni migliori sembrava raccontarci che sarebbero durati a lungo e che in ogni disco avrebbero nascosto il coniglio molto bene, sorprendendoci sempre. Liberi, eclettici, capaci di attirare facilmente l’attenzione con testi non convenzionali e un’immagine glamour che si rifaceva alla scena inglese degli ’80, decennio che li ispirava senza confinarli. I Bluvertigo vivevano nel presente, celebravano le loro influenze con un sound di inizio millennio che pochi sapevano maneggiare e manipolare con altrettanta bravura. Sul palco, quattro personalità definite ma un solo leader riconosciuto: Morgan. Lo stesso che oggi appare sbiadito sulle pagine dei rotocalchi nazionali in compagnia di gente TV, Valeria Marini e simili, o della sua ex moglie, Asia Argento, donna alla quale sono personalmente allergico. Mi manca il suo basso, suonato in maniera viscerale e creativa, mescolando tutto quello che gli è entrato in testa  fin dalla giovane età. Mi manca quello sguardo alle cose illuminato ed ironico, spesso irriverente, che evitava il linguaggio simil-politichese con il quale tante band italiane sopravvivono tra le braccia della sinistra italiana apparentemente-impegnata. Continua a leggere

Could They Be Loved.

Bob Marley Survival  Avete mai apprezzato appieno questi album? Non credo. Troppo poco ne sento parlare. I due capolavori reggae dal più famoso rastaman che il mondo ha conosciuto si chiamano Survival e Uprising. Giungono quando il capolinea di Marley è vicino. Vanno decisamente oltre l’ambito reggae, ormai il sound di Kingston scorre nelle vene del mondo, il suo respiro fa battere il cuore della pop generation.

Bob Marley Uprising

Refrain memorabili, ritmi infernali e tutta l’Africa dell’universo si rovesciano nel mio amplificatore. Era il 1979. Quando li ascolto oggi nulla è cambiato. L’aroma di questi dischi si nasconde nella polvere e nel sole della Giamaica, terra di sangue, poesia e liberazione. Grandissima musica. Un’esperienza fantastica, grazie Bob.

Ufficio divino.

Devil you know by Heaven & Hell

The Devil You Know | Heaven & Hell (Roadrunner, 2009) Non esisteva e non esiste ancora oggi un cantante più spettacolare Ronnie James Dio, al di là del genere, ammettiamolo. Un talento che è un piacere assoluto riascoltare. Non deve perciò stupire che il suo testamento artistico, The Devil You Know – realizzato insieme alla metà dei Black Sabbath sotto il nome di Heaven & Hell – sia un’altra prova da incorniciare. Una perla di metal epico, melodico e potente, per nulla banale, nato dalle mani di gente scaltra, che conosce il mestiere ma possiede intatta la scintilla che l’ha resa grande. Ogni assolo di Iommi è bruciante e appassionato, il basso di Geezer ispirato e il drumming di Vinnie Appice maestoso. Questa è ottima musica gente, Dio non delude nessuna aspettativa e canta ancora una volta…divinamente.
Top song: Double The Pain.