Badlands, nothing but the truth.

BadlandsBadlands | Badlands (Atlantic,1989) Metti insieme uno dei più brillanti chitarristi della scena hard rock statunitense e un cantante da favola come Ray Gillen e il gioco è fatto. Non è sempre andata così, ma in questo caso il risultato è pura eccellenza, un capolavoro inossidabile che ha la statura dei classici. Gli anni ottanta volgono al termine e i Badlands decidono di affidarsi al blues. Un blues duro, roccioso, pesante e in un certo senso inedito, perché il Jake E Lee e la chitarra che hanno servito fino a poco tempo fa l’Ozzy di The Ultimate Sin, non c’entrano nulla con la purezza sonora di Badlands. Qui non ci sono filtri e nessuna rete, qui si suona e si salvi chi può. Inutile descrivervi cosa accade lungo le dieci tracce che compongono questo masterpiece, come ogni riff risulti vero e abrasivo, di come Ray Gillen si dimostri un cantante straordinario – a livello del miglior Robert Plant – e di come Eric Singer e Greg Chaisson siano una sezione ritmica perfetta per il lavoro in questione. Un disco che non ha davvero bisogno delle mie parole, quindi procuratevelo e gettate nel cesso quello che state ascoltando. Iniziate pure dall’ultima canzone, Seasons, poi capirete cosa intendo. Undici/decimi, con lode.

Hotter than June.

KISS+Live+In+Perth+XHAvJf5FMvAlA ottobre sono in Giappone, prima sono in tour in Canada e negli Stati Uniti. In questo momento si aggirano per l’Europa e tra due giorni arrivano a meno di cento chilometri da casa. Ancora una volta ci sarò, malgrado una setlist fin troppo sfruttata e Paul Stanley in, apparente, severo declino. Avrò quindi il piacere di emozionarmi con l’intro che da tempo immemore apre i loro spettacoli e verificare dopo qualche canzone se i KISS sono ancora la band più calda del pianeta. So che da qualche tempo non è più così, ma il cuore crea la magia e l’illusione, mi mette di buon umore e mi fa credere che sarà proprio così. Mi viene già da ridere, non vedo l’ora di cantare “You better watch, ‘cos I’m a war machine!”. Sempre irresistibile per me. No, non potrei mai ascoltare gli Emerson, Lake & Palmer. Post. Concerto perfetto, scaletta discutibile, Gene Simmons ed Eric Singer davvero superbi. Paul forse un giorno troverà la soluzione. Per ora la voce è andata, anche se il gioco di squadra supporta la cosa in maniera più che convincente. Serata deliziosa e botti a gogò.